OpenCloud ← Torna al sito
Guida alla CEI EN 61439

Nuova Guida CEI 121-5:2026: cosa cambia per il quadrista

Aggiornato il 13 ottobre 2026 · Lettura 10 minuti · A cura di Algor S.r.l.

Dopo undici anni il CEI ha riscritto la guida con cui si legge la CEI EN 61439 in Italia. La Guida CEI 121-5:2026 sostituisce per intero l'edizione del luglio 2015: norme aggiornate, due quadri d'esempio con tutta la documentazione, un capitolo sui quadri in zona sismica e 36 quesiti con risposta. Vediamo cosa contiene e cosa cambia nel tuo lavoro di ogni giorno.

Cos'è la Guida CEI 121-5 e a cosa serve

Il titolo completo è «Guida alla normativa applicabile ai quadri elettrici di bassa tensione e riferimenti legislativi». Non è una norma: è il testo con cui il CEI spiega come applicare le norme sui quadri, evidenziandone gli aspetti critici. Si rivolge a committenti, progettisti, costruttori, installatori, verificatori e utilizzatori, e dichiara da sola di non voler sostituire le norme, che restano il riferimento.

Per te conta per una ragione precisa: è la Guida a spiegare, con parole piane, chi è il costruttore originale e chi il costruttore del quadro, a chi compete la verifica di conformità, cosa va allegato alla dichiarazione dell'installatore. Quando un cliente o un verificatore discute di responsabilità, è qui che si va a leggere.

Le novità dell'edizione 2026

Rispetto al 2015 l'impianto resta lo stesso, ma quasi tutto è stato aggiornato. Le novità principali:

Costruttore originale e costruttore del quadro

Il capitolo 2 fissa le definizioni che reggono tutto il resto. Il costruttore originale progetta il quadro, ne definisce e verifica le caratteristiche secondo la norma e, se la realizzazione è affidata ad altri, pubblica le regole per replicare il prototipo verificato. Il costruttore del quadro è chi si assume la responsabilità del quadro finito: parte da pezzi sciolti o kit e, seguendo le istruzioni del costruttore originale, ottiene un prodotto conforme agli esemplari che quest'ultimo ha verificato.

C'è una frase che vale la pena ricordare: per le parti del quadro che si discostano dal prototipo verificato, il costruttore del quadro diventa anche costruttore originale di quelle parti, e deve verificarle lui secondo la norma. È il punto in cui una modifica «piccola» ti sposta di ruolo.

Accanto a queste due figure la Guida ne tiene distinta una terza: il progettista dell'impianto, previsto dal DM 37/08, che non va confuso con il progettista del quadro. Il primo, conoscendo la destinazione d'uso, propone lo schema, calcola le correnti, comunica al quadrista la corrente di cortocircuito, fissa il grado IP e sceglie gli apparecchi. Il secondo è il costruttore del quadro: dimensiona la struttura, decide le sezioni dei cablaggi e il sistema di raffreddamento, verifica la tenuta al cortocircuito e il coordinamento dell'isolamento. Le competenze sono diverse, e la Guida chiede che i due si confrontino per arrivare alla soluzione adatta.

A chi compete la verifica di conformità

La Guida è netta: la responsabilità della verifica di conformità è del costruttore del quadro, che può e deve usare le verifiche di progetto fatte dal costruttore originale sul sistema. Quando i due non coincidono, le regole da osservare sono sette:

  1. Scegliere un fornitore in grado di dimostrare le verifiche di progetto eseguite sui prototipi
  2. Scegliere i componenti in stretta osservanza della documentazione tecnica del fornitore
  3. Montare il quadro seguendo scrupolosamente le istruzioni del costruttore originale
  4. Verificare, con prove, confronti con soluzioni provate o valutazioni, le eventuali modifiche sostanziali rispetto alle configurazioni garantite
  5. Eseguire correttamente le verifiche individuali su ciascun quadro realizzato
  6. Rendere disponibile all'utilizzatore la documentazione tecnica pertinente
  7. Conservare nei propri archivi la documentazione delle verifiche di progetto e delle verifiche individuali

Le ultime due righe sono il fascicolo tecnico del quadro, detto in altro modo. Il capitolo sulle verifiche individuali aggiunge che vanno eseguite o supervisionate da una persona competente e che ciascuna verifica va documentata con un verbale di collaudo. La Guida indica anche la strumentazione minima per eseguirle: un calibro ventesimale, una chiave dinamometrica, un dielettrometro per la prova di tensione applicata (con corrente di cortocircuito di almeno 200 mA alla tensione di prova), un multimetro e, se le distanze in aria non rispettano i minimi, un generatore per la prova a impulso 1,2/50 µs.

La documentazione del quadro negli esempi della Guida

La parte più utile per un'officina sono i due esempi degli Allegati C e D. Per il quadro da 630 A la Guida elenca, uno per uno, i documenti prodotti per progettare, costruire, verificare e mettere in servizio il quadro. Tre li indica il committente: i dati di ingresso per la fornitura, lo schema unifilare con la tabella materiali, le dimensioni massime di ingombro. Gli altri dieci li definisce il costruttore del quadro:

È la lista che vale come riferimento quando ti chiedi se il tuo fascicolo è completo. Nota la distinzione, che la Guida tiene separata anche nei moduli d'esempio: la dichiarazione di conformità alla norma e la dichiarazione di conformità UE sono due documenti diversi, entrambi nel fascicolo.

Cosa consegnare al cliente e cosa conservare

Non tutti i documenti dell'esempio hanno lo stesso regime. Il corso CEI sui quadri di bassa tensione dell'ottobre 2026, che commenta gli esempi della Guida, distingue ciò che è obbligatorio produrre da ciò che è obbligatorio consegnare:

DocumentoObbligatorio?A chi va consegnato
Dati di ingresso per la fornituraNo, ma necessario per evitare contestazioni sulle prestazioniLi fornisce il committente; se non lo fa, li definisce il costruttore del quadro
Schemi (unifilare, ausiliari, morsettiere), fronte quadro, ingombriSìAl committente
Caratteristiche di interfaccia (articolo 5 della CEI EN IEC 61439-1)SìAl committente
Verifica delle sovratemperatureSì, la verificaResta nel fascicolo; si consegna solo se previsto dal contratto
Tabella delle verifiche di progetto effettuateSì, le verificheResta nel fascicolo; si consegna solo se previsto dal contratto
Rapporto di prova delle verifiche individualiSì, le verificheResta nel fascicolo; di solito il committente lo chiede
Dichiarazione di conformità alla normaSìAll'installatore, che la allega alla DICO
Dichiarazione di conformità UESì, la redazioneNessun obbligo di consegna; di solito il committente la chiede
Istruzioni per installazione, uso e manutenzioneSìAl committente
Targa (costruttore, identificazione, data, norma applicata)SìSul quadro

La riga che fa discutere è l'ultima delle dichiarazioni: la dichiarazione di conformità UE va scritta e archiviata, ma nessuno ti obbliga a consegnarla. Quella alla norma, invece, serve all'installatore e viaggia con il quadro.

Cosa allegare alla dichiarazione del DM 37/08

Un dubbio pratico che la Guida risolve al paragrafo 3.2: cosa deve allegare l'installatore alla dichiarazione di conformità dell'impianto quando sceglie quadri conformi alla CEI EN IEC 61439. Nella relazione allegata riporta, in genere, tre cose: modello, tipo o sigla del quadro; nome del costruttore del quadro; copia della dichiarazione di conformità del quadro alla norma applicata. L'installatore resta responsabile della rispondenza dei prodotti installati alle norme che cita; il costruttore del quadro è chi appone la targa e si assume la responsabilità del prodotto finito.

Per te significa: la dichiarazione di conformità alla norma non è un foglio «in più». È il documento che l'installatore allega alla sua DICO, e che quindi gira con il quadro. Senza, è lui a chiedertela, di solito a lavori finiti.

Quadri di macchina: fuori dal DM 37/08

Il paragrafo 3.5 chiarisce un punto che genera discussioni in officina. L'equipaggiamento elettrico delle macchine, quadri compresi, è escluso dal campo del DM 37/08: chi costruisce quadri di macchina non deve possedere le abilitazioni tecnico-professionali del decreto. Vale la Legge 186/1968: l'equipaggiamento costruito secondo le norme CEI, e in particolare la CEI EN 60204-1, è a regola d'arte. Il costruttore del quadro di macchina, cioè chi appone la targa secondo l'articolo 16.4 della CEI EN 60204-1, può rilasciare una dichiarazione di conformità a quella norma dopo le prove del suo articolo 18. La Guida ricorda anche perché il quadro di macchina è un caso a sé: si progetta conoscendo la macchina di cui farà parte, non come un quadro di distribuzione.

Messa in servizio: la lista dei controlli

Il capitolo 7 chiede al costruttore del quadro di indicare una lista delle operazioni di controllo da eseguire prima della messa in tensione, e ne propone una a titolo di esempio. Tra le voci: controllo visivo dopo il trasporto, serraggi delle connessioni e del circuito di protezione, resistenza d'isolamento, manovre di apertura e chiusura, interblocchi, circuiti ausiliari e di misura, regolazione delle protezioni, prova dei differenziali. Sono istruzioni che fanno parte del corredo del quadro: la Guida le mette tra i documenti del costruttore, insieme alla manutenzione preventiva e correttiva.

Modifiche ai quadri esistenti: il quesito 1.1

Il primo dei 36 quesiti è quello che ogni quadrista si è sentito fare: come comportarsi quando si modifica un quadro già esistente. La risposta conferma l'impostazione che trovi nell'articolo sulle modifiche: ogni modifica deve preservare la conformità alla norma di riferimento, va studiata con la soluzione più adatta e verificata negli aspetti che cambiano la configurazione e le grandezze caratteristiche del quadro. Vanno ridefinita la configurazione, conservata la traccia con disegni e schemi, verificata con prove o calcoli e, a lavoro finito, eseguite le verifiche individuali con un nuovo verbale di collaudo. Chi modifica risponde della sola modifica, se questa non tocca le prestazioni dell'assieme; altrimenti della verifica dell'intero assieme per le prestazioni modificate.

Cosa fare nel fascicolo da subito

Nota sulle fonti. Questo articolo si basa sul testo della Guida sottoposto a inchiesta pubblica (progetto CEI PRJ-3568, novembre 2025) e sulle schede CEI e Certifico dell'edizione pubblicata nel giugno 2026, che sostituisce la Guida CEI 121-5 del 2015 e le sue varianti, e sulle slide del corso CEI «I quadri elettrici di bassa tensione» (3ª edizione, ottobre 2026), che commentano l'edizione pubblicata e ne citano gli esempi con i numeri di pagina. Numeri di capitolo e dettagli vanno verificati sul testo definitivo, in vendita sul sito del CEI.

Domande frequenti

La Guida CEI 121-5:2026 è obbligatoria?

No. È una guida, non una norma: non crea obblighi e non sostituisce la CEI EN 61439, che resta il riferimento. Serve a interpretare e applicare correttamente le norme, ed è il testo a cui si guarda per capire chi fa cosa tra costruttore originale, costruttore del quadro e installatore.

La Guida CEI 121-5:2026 sostituisce l'edizione del 2015?

Sì, completamente, comprese le varianti successive. La nuova edizione è aggiornata alle ultime edizioni della serie CEI EN IEC 61439 (Parte 1 del 2022, Parte 2 del 2021, Parte 3 del 2024) e alla CEI 23-51:2025, e aggiunge il capitolo sui quadri in zona sismica secondo la Guida CEI 0-23.

Cosa dice la Guida CEI 121-5 sui quadri a bordo macchina?

Che l'equipaggiamento elettrico delle macchine, quadri compresi, è escluso dal DM 37/08: il costruttore del quadro di macchina non deve avere le abilitazioni del decreto e può rilasciare una dichiarazione di conformità alla CEI EN 60204-1, dopo le prove previste da quella norma. Il quadro di macchina resta parte della macchina e si progetta conoscendola.

Il fascicolo come lo descrive la Guida

Scarica la guida al fascicolo del quadro secondo la CEI EN 61439, o prova OpenCloud per tenere, quadro per quadro, i dieci documenti dell'esempio della Guida: verifiche ereditate, verbale di collaudo, dichiarazioni e istruzioni.