Dichiarazione di conformità del quadro elettrico: come si compila (senza errori)
È l'ultimo foglio del fascicolo, quello con la firma: la dichiarazione di conformità. Un documento breve — mezza pagina — che però condensa tutto il lavoro fatto sul quadro. E proprio perché è breve, gli errori si vedono subito: direttive abrogate, norme senza edizione, dichiarazioni fotocopia senza matricola. Vediamo come si compila bene, campo per campo.
Tre dichiarazioni da non confondere
Intorno al quadro girano tre documenti che si chiamano quasi allo stesso modo, e conviene distinguerli subito.
- La dichiarazione di conformità alla norma: attesta che il quadro è realizzato a regola d'arte secondo la CEI EN 61439 (Parte 1 più la parte specifica di prodotto), con l'elenco delle verifiche su cui poggia. È il documento «tecnico», rivolto soprattutto al cliente.
- La dichiarazione di conformità UE: attesta la conformità alle direttive europee applicabili ed è il documento che sta dietro la marcatura CE del quadro. È quella che vediamo campo per campo qui sotto.
- La DICO (DM 37/08): non è tua. È la dichiarazione di conformità dell'impianto: la redige l'installatore — e in allegato ci finisce anche la documentazione del tuo quadro.
La guida ABB, in Appendice A, propone i facsimili dei primi due, più un verbale di collaudo e una check-list delle verifiche individuali: una buona base di partenza, con le avvertenze che vedremo.
I contenuti della dichiarazione di conformità UE
Chi dichiara. Ragione sociale e sede del costruttore del quadro — cioè tu, che dichiari sotto la tua responsabilità (la formula del modulo è «sotto la propria responsabilità»). Non il costruttore originale del sistema, non il fornitore dei componenti: chi assembla e immette il quadro sul mercato firma.
Quale quadro. Tipo, numero di serie (matricola) e anno di apposizione della marcatura. È il campo che lega la dichiarazione a quel quadro: senza matricola, davanti a un controllo o a un contenzioso, la dichiarazione non dimostra nulla.
Le direttive. Per un quadro di distribuzione i riferimenti sono la Direttiva Bassa Tensione 2014/35/UE (si applica sopra i 50 V in corrente alternata) e la Direttiva Compatibilità Elettromagnetica 2014/30/UE (EMC). Il facsimile ABB annota un dettaglio utile: la Direttiva EMC si omette nei casi in cui non è pertinente. Attenzione a non confondere due cose. Se nel quadro ci sono apparecchi elettronici, la direttiva è pertinente e va citata; ciò che spesso non serve sono le prove EMC sul quadro finito. L'Allegato J della CEI EN IEC 61439-1, nella modifica europea del 2023, le esclude quando il quadro è costruito per un impianto specifico e non è disponibile a catalogo, i componenti sono conformi ai requisiti EMC per l'ambiente dichiarato e il cablaggio segue le loro istruzioni e la buona pratica; oppure quando il quadro contiene solo dispositivi elettromeccanici o passivi e al più un singolo apparecchio elettronico conforme alla propria norma. In questi casi la conformità si dimostra attraverso i componenti e il montaggio, e nel fascicolo restano le loro dichiarazioni. Attenzione ai modelli vecchi: molti citano ancora la 2006/95/CE e la 2004/108/CE, abrogate — un errore che invecchia la dichiarazione alla prima lettura.
Le norme armonizzate, con l'edizione. CEI EN 61439-1 più la parte specifica (per i quadri di potenza la CEI EN 61439-2, per i DBO la CEI EN 61439-3), ciascuna con l'edizione applicata. Non è pignoleria: applicare la norma armonizzata dà la presunzione di conformità alla direttiva, e l'edizione dice quale norma hai applicato davvero — un dettaglio che pesa, per esempio, nel passaggio alla CEI EN IEC 61439-3:2024.
Data, luogo e firma. Con nome completo e funzione della persona che firma per conto del costruttore. Una sigla illeggibile senza qualifica è un altro classico da evitare.
Le verifiche a supporto della dichiarazione
La dichiarazione non crea la conformità: la attesta. Dietro quella mezza pagina devono esserci le verifiche di progetto e le verifiche individuali: le prime ereditate dal costruttore originale (se assembli da un sistema di serie, rispettandone le istruzioni) o eseguite da te; le seconde fatte e registrate su quel singolo quadro, con il verbale di collaudo riferito alla matricola. Firmare senza avere quei documenti in archivio è come emettere un assegno senza copertura: il problema non si vede oggi, si vede quando qualcuno lo incassa.
Gli errori più comuni
- Direttive abrogate. 2006/95/CE e 2004/108/CE al posto di 2014/35/UE e 2014/30/UE: l'errore più diffuso, perché vive nei modelli riciclati di anno in anno.
- Norma senza edizione. «CEI EN 61439» generico non dice quale parte né quale edizione hai applicato.
- Dichiarazione cumulativa. Un unico foglio «per i quadri della commessa», senza matricole: ogni quadro immesso sul mercato merita la sua dichiarazione, legata al suo numero di serie.
- Firma anonima. Manca il nome per esteso o la funzione di chi firma per conto del costruttore.
- Dichiarazione senza retroterra. Il verbale di collaudo non è mai stato archiviato: la firma c'è, la prova no.
Conservazione e consegna della dichiarazione
La dichiarazione si conserva per almeno 10 anni insieme al fascicolo tecnico, a disposizione delle autorità. Consegnarne copia al cliente è una facoltà, non un obbligo — ma è un gesto che parla bene di te, soprattutto se arriva ordinata insieme al resto della documentazione. I manuali d'uso e manutenzione, invece, accompagnano sempre il quadro. E se anni dopo il quadro viene modificato da qualcuno, la tua dichiarazione datata e riferita alla matricola è ciò che delimita, nero su bianco, dove finisce la tua responsabilità.
Il modello da scaricare
Per non ricostruire il documento ogni volta da un facsimile vecchio, abbiamo preparato un modello di dichiarazione di conformità UE del quadro elettrico in due formati. In Word, pronto da compilare, con i menu a tendina per il tipo di dichiarazione e la parte della CEI EN 61439 adatta al quadro. In PDF, con la guida alla compilazione. La struttura segue l'Allegato IV delle Direttive 2014/35/UE e 2014/30/UE, con le direttive vigenti e le norme da indicare con l'edizione.
Modello di dichiarazione di conformità UE — gratuito, senza registrazione
Il modello Word, modificabile e con i menu a tendina, e il PDF con la guida alla compilazione. Li scarichi subito, senza lasciare dati.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra la dichiarazione di conformità alla norma e la dichiarazione di conformità UE?
La dichiarazione di conformità alla norma attesta che il quadro è stato realizzato a regola d'arte secondo la CEI EN 61439 e le sue verifiche: è rivolta soprattutto al cliente. La dichiarazione di conformità UE attesta la conformità alle direttive europee applicabili (Bassa Tensione 2014/35/UE e, quando pertinente, EMC 2014/30/UE) ed è il documento che accompagna la marcatura CE. Sono documenti diversi, ed entrambi poggiano sullo stesso fascicolo tecnico.
La dichiarazione di conformità va consegnata al cliente?
Non è un obbligo: il costruttore del quadro può consegnarne una copia al cliente, ma ciò che conta è conservarla — insieme al fascicolo tecnico — per almeno 10 anni, a disposizione delle autorità. I manuali d'uso e manutenzione, invece, accompagnano sempre il quadro.
Si scrive ancora «dichiarazione CE di conformità»?
Con le direttive del 2014 la dicitura corretta è «dichiarazione di conformità UE»; la marcatura sul quadro resta invece «CE». Molti facsimili in circolazione usano ancora la vecchia intestazione e, soprattutto, citano direttive abrogate come la 2006/95/CE e la 2004/108/CE: oggi i riferimenti giusti sono la 2014/35/UE e la 2014/30/UE.
Ogni dichiarazione con il suo quadro, ogni firma con le sue prove
Scarica la guida al fascicolo del quadro secondo la CEI EN 61439, o prova OpenCloud per avere dichiarazioni, verbali e fascicoli sempre collegati alla matricola giusta.
